lunedì 9 ottobre 2017

Conosci i 4 Fattori per massimizzare le rendite da locazione abitativa?


rendite da locazione abitativa
Massimizzare le rendite da locazione
Con questo post andremo ad analizzare i 4 fattori per massimizzare le rendite da locazione abitativa.
Da fonte Sole24ore su elaborazione di dati Nomisma, arrivano dati allarmanti per quanto riguarda le rendite nette delle locazioni abitative. Uno studio in tutta Italia rileva che, levati gli oneri dovuti allo Stato e una % forfettaria per il mantenimento annuo dell'immobile, la % di rendimento netto calcolata sul valore commerciale dell'abitazione è al max del 3,26% a Livorno e fanalino di coda Salerno con l'1,82% se gli immobili sono locati in regime di cedolare secca.
Il guadagno netto scende ancora se la locazione è al di fuori della cedolare secca. 
Capiamo entrambi che se si riesce a coprire l'inflazione è grasso che cola!

I dati non devono comunque scoraggiare per 2 ragioni:
a) l'investimento immobiliare è un investimento composto, caratterizzato non solo dall'affitto percepito ma anche dalla rivalutazione negli anni dell'immobile (so bene che gli immobili in questi anni non si sono rivalutati, anzi si sono svalutati e di molto, ma non sarà sempre così)
b) ci sono 4 fattori che fanno sì che la tua rendita possa essere massimizzata

Andiamo ad analizzare quest'ultimo punto, sul primo purtroppo abbiamo poco da fare.

1° Fattore
La casa attira l'inquilino. 
O, se preferisci, una casa bruttina attirerà un inquilino 2bruttino". Vuoi che il tuo inquilino trascuri la casa e non paghi l'affitto? Allora tu per primo dai qualcosa all'altezza delle tue aspettative. Magari, se dai un appartamento ben messo, con mobili in buon stato, pulito a fondo e tinteggiato di fresco, potrai chiedere ed ottenere anche un affitto un po' più alto. Questo è un aspetto molto importante quanto troppo spesso trascurato. Si potrebbe stare ore a parlare su questo punto, mi basta dire che qualche soldo in più speso per mobilio o per un home stager (professionista che valorizza il tuo immobile al fine di essere venduto o affittato) non è una spesa ma un guadagno. 
Grazie ad una casa ben messa inoltre ridurrai anche i tempi di ricerca e quindi ottimizzerai i guadagni.

2°) Fattore
Scelta del giusto inquilino.
Sicuramente il fattore più importante. Scegliendo un inquilino sbagliato avrai solo da perdere, sia in termini economici (canoni non pagati, spese di avvocato e tempi di fratto lunghi) sia per quanto riguarda la tua serenità. Non so se ti è mai capitata una situazione del genere, ma penso tu possa immaginare.
Se hai rispettato il "fattore 1" sicuramente avrai possibilità di selezione, altrimenti dovrai accontentarti di selezionare il meno peggio.
Cosa consiglio:
- chiedi documenti reddituali quali buste paga o dichiarazione dei redditi. Dalla busta paga potrai desumere non solo quanto mensilmente guadagna (il rapporto guadagno/rata affitto dovrà essere almeno 3/1) ma anche se lavora a tempo determinato o indeterminato, che qualifica ha, cessioni del quinto o altre somme direttamente trattenute in busta paga.
- Fai una visura protesti dal sito registroimprese.it (serve registrarsi) costa pochi centesimi ed è immediata. Se non ha protesti non vuol dire che sia affidabile, ma se ha protesti è un forte campanello d'allarme. 
- Una volta registrato al sito registroimprese.it puoi anche verificare se il potenziale inquilino ha partecipazioni o cariche societarie, se ha o ha avuto intestate società e se le stesse sono in liquidazione o fallimento.
- Fai una visura in conservatoria per vedere se ha ipoteche, pignoramenti o sequestri
- Visura al PRA con targa autoveicolo.
- Richiesta mensilità di cauzione. Almeno 2, poi se reputi l'inquilino molto meritevole, puoi anche chiederne una per non fartelo scappare.
- Chiedi le ricevute dei bonifici della locazione precedente.

Inoltre, nel caso ti sembri un buon inquilino, ma magari non ha un lavoro a tempo indeterminato o ha una busta paga troppo bassa puoi chiedere l'intervento di un garante. A questo punto dovrai vagliare allo stesso modo anche l'affidabilità del garante. 

Esistono anche delle assicurazioni a garanzia dei canoni o a garanzia della perdita del posto di lavoro che potrai chiedere di stipulare al futuro inquilino. Purtroppo non tutti gli inquilini sono d'accordo, in quanto per loro rappresenta una somma di denaro persa al contrario delle cauzioni d'affitto che invece rivedranno alla fine della locazione se hanno adempiuto a tutte le obbligazioni contrattuali

3° Fattore
Scelta del giusto contratto.
Esiste più di un contratto: a canone libero, a canone concordato, transitorio a canone libero, transitorio a canone concordato, transitorio per studenti. Ognuno ha dei pro e dei contro, inoltre grazie ad alcuni, tipo quelli a canone concordato, potrai risparmiare molto in tasse in quanto scontano un'imposta del 10% in cedolare secca (il 15% dal 1° gennaio 2018) anziché del 21% e hanno una riduzione imu e tasi del 25%.

4° Fattore
Scelta del giusto regime fiscale.
Nei contratti abitativi puoi scegliere tra regime di tassazione ordinario (quindi il tuo affitto sarà tassato in base allo scaglione irpef nel quale ricadi) e il regime della cedolare secca con tassazione secca del reddito da locazione al 21% per contratti a canone libero e del 10% (15% dal 1° gennaio 2018) per contratti a canone concordato. 
E' vero che la maggior parte delle persone rientra nell'agevolazione della cedolare secca, ma non proprio tutte, specialmente se il locatore ha un reddito basso. Quindi, se hai un reddito basso, il consiglio è quello di chiedere al tuo commercialista la convenienza o meno della cedolare secca.

Tutto ciò aiuta ad ottimizzare le tue rendite da locazione, facendo in modo di rendere meno frustrante e più sicura una rendita passiva non priva di rischi come l'affitto di una abitazione.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni o vuoi una consulenza gratuita SCRIVI UN COMMENTO QUI SOTTO!


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venerdì 8 settembre 2017

Chiarimenti Cedolare Secca: Proroga, Raccomandata - risoluzione 115/E 2017


Chiarimenti cedolare Secca risoluzione 2017 Proroga-Raccomandata
Proroga e Raccomandata: Chiarimenti Cedolare Secca

L'Agenzia delle Entrate il primo settembre 2017 ha emanato la risoluzione 115/E per  per chiarire le sanzioni in merito alla tardiva registrazione della proroga di un contratto di locazione in  centro secca.
Inoltre la stessa risoluzione va a chiarire gli aspetti legati alla comunicazione del locatore al conduttore in merito agli aggiornamenti del canone Istat quando un contratto di locazione è in cedolare secca.

La prima cosa da dire è che la legge l'art. 7 quater punto 24 del D.L. 193/2016 convertito con modificazioni dalla L. 225/2016 prevede che la proroga tardiva come così come la risoluzione tardiva quando un contratto di locazione è soggetto a cedolare secca, è sanzionabile con un imposta di registro di €50 se in ritardo non supera i 30 giorni, o di €100 se il ritardo supera i 30 giorni.
Alle sanzioni sopra dette non era ben chiaro se si potesse applicare il ravvedimento di cui all'art. 13 D.Lgs. 471/97. La risoluzione 115/E del 2017 chiarisce proprio tale questione, ammettendo l’applicabilità del ravvedimento in caso di tardiva proroga o risoluzione contratto di locazione in cedolare secca e quindi, quando l’adempimento avviene:
  • con un ritardo non superiore a 30 giorni, la sanzione base è pari a 50 euro, viene ridotta secondo le previsioni dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997.
  • con un ritardo superiore ai 30 giorni, la sanzione base è pari a 100 euro, viene ridotta secondo le previsioni dell’articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997.

L’art.3 del D.lgs. n. 472 del 1997 prevede:
La sanzione (50 € o 100 €) è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:
a) ad un decimo se il pagamento avviene entro trenta giorni dalla data della scadenza
b) ad un nono se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro novanta giorni dalla data dell'omissione.
c) ad un ottavo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.
d) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall'omissione o dall'errore;
e) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale e' stata commessa la violazione ovvero, quando non e' prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall'omissione o dall'errore;
f) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;

L’altro aspetto che chiarisce la risoluzione 115/E del 1° settembre 2017 è quello della comunicazione di rinuncia all'aumento del canone, quale condizione per l’esercizio dell’opzione per la cedolare secca.
La stessa Agenzia delle Entrate ricorda che l’art. 3, comma 11, del D.Lgs. n. 23 del 2011 recita: “...L'opzione non ha effetto se di essa il locatore non ha dato preventiva comunicazione al conduttore con lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. Le disposizioni di cui al presente comma sono inderogabili.”
Con la citata circolare n. 26/E del 2011, paragrafo 8.3, è stato chiarito che la rinuncia all'aumento del canone per l’intera durata del contratto deve essere comunicata al conduttore, tramite raccomandata, prima di esercitare l'opzione per la cedolare secca. Tale comunicazione, integrando il contenuto del contratto, è necessaria solo se la rinuncia all'aumento del canone non sia già stata prevista nel contratto stesso (cfr. circolare del 4 giugno 2012, n. 20/E, par. 9). Nel caso, quindi, di proroga di un contratto che contenga già la rinuncia all'aumento del canone, il locatore non deve inviare alcuna comunicazione in tal senso mediante raccomandata.

Lo scrivente suppone quindi che qualora nel contratto non sia scritto nulla riguardo la rinuncia all'aggiornamento istat e anche se in precedenza sia stata inviata raccomandata a tal proposito, in caso di proroga vada comunque inviata all'inquilino una nuova raccomandata.

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venerdì 1 settembre 2017

Nuovo RLI settembre 2017


Nuovo modello rli settembre 2017
Nuovo modello RLI 2017

Con il provvedimento prot. 112605 del 15 giugno 2017, l'Agenzia delle Entrate istituisce il Nuovo Modello RLI che entra in vigore a partire dal 19 settembre 2017

Come noto la compilazione del modello rli è necessaria al fine di poter richiedere la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili ed eventuali adempimenti successivi quali rinnovi proroghe, disdette, subentri, cessioni. 

Il nuovo modello RLI è anche necessario per:
- gestire la comunicazione della risoluzione o proroga tardiva in caso di cedolare secca; 
- registrazione dei contratti di locazione di pertinenze concesse con atto separato rispetto all'immobile principale
- comunicare i dati catastali ai sensi dell’articolo 19, comma 15, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78; 
- registrare contestualmente i contratti di affitto dei terreni e degli annessi “titoli PAC”, sostituendo il “Modello 69” per tali fattispecie;
- denunciare i contratti di locazione non registrati, i contratti di locazione con canone superiore a quello registrato o i comodati fittizi; 
- registrare i contratti di locazione con previsione di canoni differenti per le diverse annualità; 
- registrare i contratti di locazione a tempo indeterminato; - ravvedimento operoso.

Per scaricare il modello, per le relative istruzioni o per saperne di più, guarda qui sotto:




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mercoledì 9 agosto 2017

Deposito Prezzo Notaio 2017


DDL Concorrenza deposito prezzo notaio
Deposito Prezzo Notaio


Il 2 agosto 2017 è stato approvato in Senato il "DDL concorrenza", con il quale si istituisce il deposito prezzo presso il Notaio per gli atti di trasferimento immobiliare.

Il deposito del prezzo pagato per l'acquisto, per esempio di una casa, mette al riparo l'acquirente da perdite economiche dovute da eventuali trascrizioni e iscrizioni pregiudizievoli sull'immobile. In buona sostanza, il Notaio, dopo il deposito della somma per l'acquisto su un conto dedicato, svincola la stessa se e solo se al momento della trascrizione nei pubblici registri dell'atto di compravendita, non risultano sull'immobile gravami che possano comportare perdite economiche per l'acquirente. 

Anche se a mio parere cosa  molto buona e di assoluta tutela, inizialmente la norma prevedeva l'obbligatorietà del deposito del prezzo. E qui stava l'inghippo che per fortuna una modifica in sede di approvazione ha scongiurato. Infatti molte compravendite vengono fatte a cascata. Cioè più proprietari vendono e ricomprano contemporaneamente (o comunque in tempi strettissimi) e dover aspettare che i Notai trascrivano gli atti e svincolino le somme avrebbe messo in seria discussione questo tipo di usanza spesso legata ad esigenze impellenti e non procrastinabili. Oggi, grazie a questa modifica, il deposito è dovuto solo se espressamente richiesto dal venditore o acquirente.

Vediamo oggi cosa prevede la norma 2017 sul deposito prezzo Notaio approvata in Senato:

1) il Notaio deve versare su apposito conto corrente:

  • tutte le somme dovute a titolo di tributi per i quali il medesimo sia sostituto o responsabile d’imposta
  • ogni altra somma affidatagli e soggetta ad obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui alla legge 22 gennaio 1934, n. 64; 
  • l’intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme destinate ad estinzione di gravami o spese non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell’autenticazione di atti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione o estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende, se in tal senso richiesto da almeno una delle parti e conformemente all'incarico espressamente conferito; nei casi previsti dalla presente lettera, il notaio deve ricusare il suo ministero se le parti non depositano, antecedentemente o contestualmente alla sottoscrizione dell'atto, l'importo dei tributi, degli onorari e delle altre spese dell’atto, salvo che si tratti di persone ammesse al beneficio del gratuito patrocinio;
La norma precisa inoltre che le somme depositate nel conto dedicato costituiscono patrimonio separato e che sono escluse dalla successione del Notaio e dal suo regime patrimoniale della famiglia, sono impignorabili a richiesta di chiunque ed impignorabile è altresì il credito al pagamento o alla restituzione delle stesse.

Il Notaio successivamente all'atto di compravendita verificherà l'assenza di gravami e formalità pregiudizievoli e disporrà lo svincolo degli importi depositati a favore degli acquirenti. 
Se nell'atto le parti hanno previsto che il prezzo sia pagato solo dopo l'avveramento di una condizione, per esempio la cancellazione di un'ipoteca che già era nota all'acquirente, il Notaio svincola il prezzo quando avrà in mano la prova, risultante da atto pubblico o scrittura privata autenticata, o secondo le diverse modalità probatorie concordate tra le parti, che l'evento si sia avverato.

Gli interessi maturati dalle somme depositate al Notaio verranno destinati al credito alle piccole e medie imprese con modalità da definirsi con apposito decreto attuativo.

Per ulteriori approfondimenti rimando direttamente al DDL per il mercato e la concorrenza approvato in Senato il 2.8.2017


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martedì 4 luglio 2017

Ebook Affitta Facile


Ebook Affitta Facile - Presentazione


Affitta Facile
Ebook Affitta Facile

Questa guida si prefigge l'obiettivo di aiutarti a padroneggiare la locazione del tuo immobile, o dei tuoi immobili se ne hai più di uno, al fine di massimizzare i guadagni e ridurre il rischio di insolvenza. Ciò è possibile! Nelle pagine dell'ebook ti spiegherò come abbreviare il tempo necessario per affittare il tuo immobile, trovare un inquilino ben qualificato e avere un contratto in regola con la normativa vigente che ti permetta di ottimizzare le tue entrate. 
Il manuale è focalizzato per immobili ad uso abitativo, ma molti spunti possono essere usati anche per affitti che esulano dallo scopo di questo ebook, tipo: case vacanza e immobili commerciali.
Il testo si divide in 2 parti: la prima più pratica e scorrevole, la seconda un po' più tecnica ma ugualmente comprensibile anche ad un pubblico con poca dimestichezza in materia.
Troverai anche note a piè pagina con numerosi riferimenti normativi, questo ne fa una fonte anche per i più scrupolosi e per chi padroneggia già la materia ma la vorrebbe approfondire.

All'interno dell'Ebook:
Prefazione

Passo 1: Introduzione alla locazione
Cosa è la locazione e da quali legge è regolata 
Quali sono gli obblighi delle parti
Qual è la documentazione e i dati necessari

Passo 2: Come preparare la casa per le visite. Amore a prima vista
Pulizia, igiene e ordine
Tinteggiatura
Arredamento
Stile e personalizzazioni

Passo 3: Come pubblicizzare l'immobile
Individua profili specifici di inquilino
Pubblicità
Le foto, esca micidiale
L'annuncio: un buon titolo e una buona descrizione
Il prezzo

Passo 4: Come condurre le visite e presentare la casa
Fissare un appuntamento telefonico
Appuntamento di visita: come comportarsi
Fai domande e valuta la congruità delle risposte

Passo 5: Come scegliere il giusto inquilino e chiudere la trattativa
Chi è il giusto inquilino
Quali precauzioni adottare

Passo 6: Come scegliere il giusto contratto
Tipi di contratto: pro e contro
Esempio di contratto a canone libero

Passo 7: Come scegliere il regime fiscale per risparmiare
Differenze tra regime ordinario e regime in cedolare secca
Opzione per il regime della cedolare secca

Passo 8: Come registrare il contratto di locazione
Cosa occorre
Come prenotare la registrazione
La registrazione telematica
Comunicazione di cessione di fabbricato ed altre comunicazioni obbligatorie

Excursus: I vantaggi di rivolgersi all'Agenzia Immobiliare
Come scegliere l'Agente Immobiliare giusto

Conclusioni
Riepilogo dei 15 Segreti della Guida
Brevi cenni sull'autore

Vai alla pagina Amazon dove è pubblicato l'ebook affitta facile

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domenica 2 luglio 2017

Nuova Guida Acquisto Casa - Agenzia delle Entrate


Nuova Guida per l'acquisto della Casa
Nuova Guida Acquisto casa - AdE

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida per l'acquisto delle casa. 
Percorriamola per sommi capi con miei consigli che spero potranno esserti preziosi:

Prima di acquistare casa: 
Fare verifiche ipotecarie e catastali.
Per fare ciò o ci si è registrati in via telematica ai servizi dell'Agenzia delle Entrate (cosa che consiglio solo a chi fa visure spesso) o si va presso gli sportelli dell'Agenzia del Territorio (catasto) per le visure catastali e presso la conservatoria dei registri immobiliari per le ispezioni ipotecarie.

Che tipi di visure fare: 
visura ipotecaria per immobile almeno ventennale: potrai verificare chi è il reale proprietario oltre a iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli (ipoteche, pignoramenti ecc...). Almeno ventennale perché le iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli si estinguono dopo il ventesimo anno se non vengono riaggiornate.
Inoltre potrai vedere il notaio che ha stipulato l'atto di acquisto e i relativi estremi, così da poter chiedere direttamente al notaio una copia dell'atto di acquisto.

visura ipotecaria per persona almeno ventennale: se volete essere sicuri che il venditore non abbia problemi di sorta. Magari ha iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli su altri immobili e queste potrebbero non tardare ad arrivare anche sull'immobile che interessa a voi e che ad oggi risulta pulito. Oltre ad un fatto di sicurezza nella trattativa, può essere anche una leva per trattare il prezzo.

visura catastale storica per immobile: da questa potrete vedere i dati catastali, gli attuali intestatari, gli intestatari precedenti e i vari cambiamenti che ha subito l'immobile. Potrete verificare così se l'abitazione è conforme con gli intestatari riportati in conservatoria: il catasto potrebbe non essere aggiornato, andrà quindi aggiornato a cura dei proprietari prima del rogito di vendita.

visura planimetrica: per questa ci vuole la delega di un avente titolo come ad esempio un proprietario o un usufruttuario. Da essa potrete verificare la corrispondenza con lo stato di fatto in cui si trova l'immobile e con l'ultima planimetria presentata in comune. Le tre cose (planimetria catastale, ultima planimetria depositata in comune e stato di fatto) devono coincidere. Se non c'è corrispondenza, la situazione va messa a posto prima del rogito di compravendita a cura e spese del venditore.

visura porzione di mappa (detta vax): così potrete verificare se l'immobile è stato inserito in mappa

Il contratto preliminare:
E' una promessa che le parti acquirente e venditore si fanno. Nel preliminare, detto anche compromesso, oltre a indicare il prezzo pattuito, le modalità di pagamento, la data per il rogito, l'ubicazione e l'individuazione catastale del bene, vanno indicate (non obbligatoriamente ma vivamente consigliate) anche: la certificazione energetica, l'agibilità, la certificazione degli impianti ove presente, il certificato antincendio ove obbligatorio, la presa visione del regolamento condominiale e dell'ammontare delle spese, la pattuizione su chi gravano le spese nate prima del rogito (di norma sul venditore), quando avverrà l'estinzione del mutuo se presente (prima del rogito o alla data del rogito), a chi spettano eventuali rimborsi/sgravi/agevolazioni per ristrutturazioni avvenute prima del rogito. Tutto ciò serve per non aver sorprese il giorno dell'atto definitivo.

Il contratto preliminare va registrato entro 20 giorni dalla sua stipula. Si dovranno pagare 200 € di imposta di registro, 16 € di marca da bollo, con data uguale o antecedente la data del preliminare, per ogni copia di contratto e per ogni 100 righe o 4 facciate, una marca da bollo da 1 € per ogni foglio allegato (es: planimetria).
Oltre a ciò andranno pagati il 3% sull'acconto prezzo e sulla caparra penitenziale e lo 0,5% sulla caparra confirmatoria, tali somme saranno recuperate il giorno del rogito e detratte dalle imposte da pagare.

Se il contratto è soggetto ad iva, sulla caparra confirmatoria si pagherà ugualmente lo 0,5%, mentre sull'acconto prezzo l'imposta fissa di 200 €. Tali somme non si recupereranno il giorno dell'atto.

Il preliminare, per sicurezza, può essere anche trascritto. Serve un Notaio e la trascrizione è utile a garantirvi l'opponibilità del vostro diritto verso pretese di terzi sull'immobile.

Imposte per l'acquisto della casa:

Acquisto tra privati o impresa esente iva (regime imposta di registro)

  • Imposta di registro: 9% sul valore catastale* oppure 2% sul valore catastale con agevolazioni "prima casa". C'è il minimo a 1.000 €
  • Imposta ipotecaria: 50 €
  • Imposta catastale: 50€
* Valore catastale = Rendita catastale x 1,05 x 120 oppure in regime prima casa: Valore catastale “prima casa” = Rendita catastale x 1,05 x 110 (l'applicazione del prezzo valore va esplicitamente chiesta in atto, altrimenti si applicano le imposte sul prezzo pattuito)

Acquisto con impresa costruttrice o di ristrutturazioni (regime iva)
  • Iva: 10% sul prezzo pattuito oppure il 4% sul prezzo pattuito con agevolazioni prima casa
  • imposta di registro: 200 €
  • imposta ipotecaria: 200 €
  • imposta catastale: 200 €
Requisti agevolazioni prima casa:
  • L'abitazione deve ricadere in una delle seguenti categorie catastali e non in altre: A/2 (abitazioni di tipo civile); A/3 (abitazioni di tipo economico; A/4 (abitazioni di tipo popolare); A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare); A/6 (abitazioni di tipo rurale); A/7 (abitazioni in villini); A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi). Le agevolazioni spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate C/2 (magazzini e locali di deposito); C/6 (rimesse e autorimesse); C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente massimo una pertinenza per ciascuna categoria.
  • L'abitazione deve trovarsi in un comune dove l'acquirente ha la propria residenza o dove intende trasferirla entro 18 mesi dall'acquisto oppure deve trovarsi in un comune dove l'acquirente studia o lavora, oppure nel comune dove ha sede o esercita l'attività il proprio datore di lavoro se l'acquirente è dovuto emigrare all'estero per lavoro, oppure nel territorio italiano qualora l'acquirente cittadino italiano sia residente all'estero e iscritto all'AIRE. Per le forze armate non è richiesta la residenza nel comune dove è ubicato l'immobile.
  • Non essere proprietario di un altro immobile in tutto il territorio italiano per il quale si è usufruito dei benefici prima casa. Diversamente bisogna rivendere l'immobile acquistato con i benefici prima casa entro un anno dal nuovo acquisto. Se non si riesce a vendere entro un anno si perdono le agevolazioni e, oltre a dover pagare le maggiori imposte e i relativi interessi, si pagherà anche una sanzione del 30%.

Credito d'imposta:

Qualora si sia rivenduta la casa per la quale si è usufruito delle agevolazioni prima casa, si ha diritto ad uno sconto sulle imposte da pagare sul nuovo acquisto pari all'ammontare delle vecchie imposte ma con tetto max pari alle nuove, cioè le vecchie imposte sull'acquisto non potranno generare un credito a tuo favore dopo essere state scalate dalle nuove.
Il credito di imposta spetta anche a chi rivenderà il suo immobile entro un anno dall'acquisto del nuovo.


Per approfondimenti vedi anche: